Ottocento ferrarese: una storia da scoprire

Giovanni Pagliarini (Ferrara 1809 - 1878), La famiglia del Plebiscito (particolare), c. 1860; olio su tela Giovanni Pagliarini (Ferrara 1809 - 1878), La famiglia del Plebiscito (particolare), c. 1860; olio su tela Ferrara, Museo dell'Ottocento

Il punto di partenza del progetto “Ottocento ferrarese” è un paradosso storiografico: la città e il territorio hanno giocato un ruolo importante nella storia dell’Italia contemporanea, ma negli ultimi vent’anni sono stati rari - a confronto con altre aree - gli studi e ricerche sulle vicende locali, in particolare sul XIX secolo. Vicende che ebbero anche risvolti europei e persino globali, se si pensa che i ferraresi hanno avuto a lungo gli austriaci alle porte, la canapa della provincia formava vele e cordami delle flotte britanniche, Comacchio esportava anguille in tutto l’Adriatico, l’erede di una famiglia ebraica di Cento divenne primo ministro del Regno Unito, capitali, macchine e tecnici di mezza Europa avviarono una gigantesca opera di bonifica, l’arte e l’urbanistica ferraresi suscitavano l’interesse dei grandi storici dell'epoca.

Senza adeguate risorse non si può supplire alle lacune della ricerca storica. Con un concorso di forze si può tuttavia lavorare a un progetto che fornisca strumenti e informazioni ai ricercatori, agli insegnanti e ai loro studenti, ai cittadini e agli amministratori. Grazie all’ampio accesso alla “rete” si può dar vita a un sito che offra qualche risposta alla diffusa “domanda” di storia. Una “domanda” che non riguarda solo gli eventi politici, istituzionali e militari del Risorgimento propriamente detto, oggi al centro della discussione pubblica, ma una più generale storia della società ferrarese e del suo territorio. Una storia che per questo non deve limitarsi solo a Ferrara o alle classi dirigenti locali, ma dev’essere estesa alla vita delle masse che popolavano la provincia in un passato che, per quanto percepito ormai come “lontano”, è alle origini del nostro presente.

Per “Ferrarese” si intende un’area composita, che ha intensi rapporti con le aree confinanti e spiccate vocazioni municipali, ma che nel corso del XIX secolo si identifica con un’entità amministrativa, nella quale si rafforzò il ruolo del capoluogo e si unificarono progressivamente le tipologie economico-sociali. La dialettica fra centro e centri, fra città e campagne restò pronunciata e merita una ricostruzione che alle logiche urbane sappia costantemente affiancare quelle rurali. Le campagne postunitarie vennero attraversate da una grande trasformazione: la bonifica cancellò l'eredità secolare della paludi e delle valli, incise profondamente sull'agricoltura e sul tessuto economico e sociale. Questi processi contribuirono alla formazione di un bracciantato di massa, che seppe organizzarsi e rivendicare migliori condizioni di lavoro e di vita. La polarizzazione sociale e le rigidità delle classi dirigenti avrebbero condotto a una radicalizzazione del conflitto sociale e della vita politica che il "lungo Ottocento", dopo il grande massacro della Prima guerra mondiale, lasciò in eredità al Novecento.

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