Giovanni Bacci, La democrazia ferrarese dal 1882 al 1889

"«Per democartici io intendo quei principii che ci conducono al Governo del Popolo pel Popolo, espressione di Mazzini che riassume tutto un programma, a realizzare il quale ogni mezzo onesto è ottimo. Naturalmente i mezzi violenti non possono che seguire l'espletazione dei pacifici.»

La Gazzetta Ferrarese alla lettura di queste parole uscì fuori a dire: «alla buon'ora! siamo di fronte a gente che parla chiaro.»

Il programma, infatti, non faceva una piega: radicalmente evoluzionista fin dove si può; dopo, rivoluzionario. Ed è legge storica: l'evoluzione guida i popoli progressivamente ad un limite: più dopo, abbiamo l'esplosione che rappresenta l'anello di congiunzione con l'evoluzione successiva. Fuori di questa legge c'è il limbo o il mondo fantastico.

E la provincia di Ferrara come rispose al programma schiettamente radicale della Rivista, mai mutato, mai pencolato, mai artefatto, mai inorpellato con mezze parole o colori falsi, e condiviso e sostenuto gagliardamente dai generali e dai capitani del partito democratico?" (p.5)

 

Giovanni Bacci (Belforte all'Isauro 1857 - Milano 1928) fu un politico esponente del movimento democratico liberale, da cui ben presto si allontanò per aderire alle posizioni socialiste. Intensa fu la sua attività giornalistica, culminata nella direzione della Rivista di Ferrara (1882-1886), del quotidiano democratico Mentana (29 gennaio - 23 febbraio 1887) e del radicale La Provincia di Mantova (1889 - 1907). Entrato ufficialmente nel Partito socialista nel 1903, fu consigliere provinciale di Mantova e Ravenna e segretario, in quest'ultima, della Camera del lavoro. Esponente del socialismo rivoluzionario, dal 1912 diresse l'Avanti e si affiancò a Mussolini come direttre amministrativo dal dicembre 1912 all'ottobre 1914. Deputato parlamentare nella XXV (1919-1921) e XXVII (1924 - 1925) legislatura, fu per qualche tempo segretario del PSI e ottenne una notevole affermazione nelle elezioni del 1924. Vittima della intimidatoria violenza fascista, dopo aver partecipato alla secessione dell'Aventino, nel 1926 dovette abbandonare gli incarichi parlamentari insieme agli altri membri dell'opposizione.

 

 

Clicca qui per scaricare Giovanni Bacci, La democrazia ferrarese dal 1882 al 1889, Mantova, Stab. Lit. G. Mondovi, 1889

 

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